Cosa è il Network Marketing e gli errori che devi assolutamente evitare

Written by on

Network Marketing:

IL CENTRO DI TUTTO

Questa mini guida è concepita per dare a ogni lettore i più importanti insegnamenti sul come creare un’organizzazione di Network Marketing capace di generare un reddito continuativo e crescente nel tempo. Una vera e propria impresa di distribuzione, formata da tanti clienti-distributori che, attraverso il passaparola, aggregano altri clienti-distributori.

Indipendentemente dal fatto che questo libretto è dedicato agli Executive, è altresì vero che i principi esposti varrebbero per qualsiasi distributore che operi nel Network Marketing.

In questo sta già un piccolo segreto, che pochi sanno: il NETWORK MARKETING si fa ovunque nello stesso modo. In tutto il mondo, in qualunque azienda. Per capire questo concetto, quasi paradossale, bisognerà stravolgere il proprio modo di pensare “impresa” e soprattutto di “fare impresa”. Ma è così, e leggendo capirete.

È infatti il network marketing stesso al centro di tutto, più ancora che la singola impresa o la tipologia dei prodotti o dei servizi trattati. È il sistema che vince, più ancora che l’opportunità in sé stessa. Il Team certamente vuole rappresentare l’esempio più avanzato di Network Marketing in Europa. E ambisce a diventare una delle più grandi organizzazioni di NETWORK MARKETING in tutto il mondo. Ma di nuovo, è il sistema a dominare.

Scoprite, leggendo e partecipando alle attività del Team alcune verità incontestabili, oggi sempre più diffuse e accettate in tutto il mondo:

 

1

Il NETWORK MARKETING rappresenta la formula di lavoro indipendente più accessibile, più semplice, meno rischiosa e potenzialmente più redditizia rispetto a qualunque altra presente sul mercato del lavoro. Ed è la via più concreta per realizzare il proprio sogno di indipendenza finanziaria e libertà.

 

Questa è la prima convinzione che deve maturare in un distributore indipendente, ed essere condivisa con chiunque conosca. In un mercato del lavoro dipendente statico o al ribasso e in un mercato imprenditoriale sempre più competitivo e pieno di barriere all’ingresso, il NETWORK MARKETING rappresenta di gran lunga l’opportunità migliore, in senso globale, per realizzare i propri sogni di autorealizzazione.

 

2

Il NETWORK MARKETING consente a qualunque persona, anche alla meno esperta e meno intraprendente fra tutte, di crearsi un’attività remunerativa, spesso divertente e con grande libertà di tempo e azione.

 

Questo concetto esprime in poche parole l’universalità del NETWORK MARKETING e l’infinita potenzialità che esso offre: chiunque vuole guadagnare di più e avere più tempo libero.

Chiunque può essere quindi attratto da un’opportunità di NETWORK MARKETING, se gli viene esposta correttamente.

 

3

Il Network Marketing rappresenta spesso una prima o seconda chance per chiunque ambisca a uscire dalla routine di un lavoro dipendente, a reddito fisso. Una vera e propria via di fuga, che molti riescono a realizzare applicandosi con costanza solo per pochi anni.

 

Questo concetto racchiude un profondo significato sociale, di enorme importanza per lo sviluppo del NETWORK MARKETING. La gente oggi è sempre più stanca e stressata dalla routine quotidiana, dalla “gabbia” in cui è costretta. Il desiderio di “uscire”, “liberarsi”, “trovare un’alternativa” è profondo, in tutti gli strati della popolazione. Il NETWORK MARKETING offre una via d’uscita destinata inevitabilmente a esplodere.

Non solo per i guadagni offerti, ma anche per l’alternativa di vita proposta.

 

Capire quanto sopra significa capire la base su cui poggia un’intera industria che oggi occupa oltre 80 milioni di persone in tutto il mondo. Numeri grandi, ma infinitamente minori di quelli che si vedranno nei prossimi 10 anni, quando il lavoro da casa sarà scelto da centinaia di milioni di persone e la rivoluzione tecnologica in atto entrerà nelle case della popolazione.

 

 

 

 

DAI LEADER MONDIALI CONSIGLI PER PARTIRE DA ZERO

 

Potrete apprenderete i consigli, le indicazioni, i metodi e le tecniche di alcuni dei più grandi Network Marketer del mondo: da Rod Cook, Richard Poe, John Kalench, Al Shreiter, Len Clements e Randy Gage veri “guru” dell’industria, oggi consulenti e formatori per le maggiori società di NETWORK MARKETING del mondo. Da Art Williams, fondatore della A. L. Williams (la più grande compagnia assicurativa specializzata esclusivamente in NETWORK MARKETING) a Kenneth Troutt, fondatore di Excel, oggi leader mondiale delle telecomunicazioni. Da Mark Yarnell e Robert Butwin, a Steve Smith, Paul Orberson, Ray Robbins e Jan Ruhe tutti quanti leader mondiali dell’industria del Network Marketing, che sono arrivati al vertice della professione realizzando guadagni superiore ai 200-300 mila dollari al mese. Con punte, come quelle realizzate da Steve Smith, leggendario distributore di Excel, di 20 milioni di dollari guadagnati in un solo anno.

 

Sono cifre impressionanti e non devono trarre in inganno: solo i più costanti, capaci e lungimiranti distributori riusciranno ad arrivare a simili livelli. Ma è anche vero che tutti partono con uguali chance. Jeff Roberti, oggi multimiliardario, faceva il cameriere quando iniziò la sua carriera nel network marketing. Ray Robbins, l’uomo che creò un’organizzazione di 400 mila distributori per la Sprint, partì senza alcuna esperienza lavorativa. Mark Yarnell, di cui si parlerà molto, era un parroco. Jan Rhue una casalinga.

E gli esempi si potrebbero moltiplicare. Dimostrando una verità assoluta: il Network Marketing non richiede né lauree, né esperienze di vendita o di impresa. Il Curriculum non conta nulla. Conta la volontà di fare e la costanza assoluta nell’applicazione di un sistema di lavoro.

IL SIGNIFICATO PROFONDO DEL NETWORK MARKETING

 

Quando ci si avvicina per la prima volta al NETWORK MARKETING, lo si interpreta come tutti fanno: un mezzo per fare soldi. Si è convinti che il suo successo dipenda da questo e che ciò rappresenti la finalità di qualunque aderente. In parte ciò è vero, soprattutto all’inizio. Ma c’è un’altra verità, molto più importante.

 

All’inizio la gente entra nel NETWORK MARKETING per guadagnare soldi.

 

Poi inizia a cercare altro:

 

  • Libertà
  • Appartenenza ad un gruppo
  • Riconoscimento

Se non trova questi tre elementi, il distributore medio non avrà mai la costanza necessaria per arrivare a guadagnare cifre importanti. E senza costanza non c’è possibilità di successo.

 

 

 

VEDIAMO PIÙ DA VICINO I TRE CARDINI FONDAMENTALI DI UN SISTEMA DI NETWORK MARKETING

 

  • Libertà

 

Il Network Marketing nel mondo, è sinonimo di libertà. Libertà d’azione, nel senso che si è liberi di lavorare quando si vuole (anche se non è consigliabile lavorare “come” si vuole, ma lo scopriremo in seguito). Ma anche libertà di vita, per lo meno nel momento in cui si realizza la creazione di una vasta organizzazione.

 

A quel punto il distributore beneficia infatti della realizzazione del suo sogno: la rendita continuativa che gli deriva dai consumi e dalla distribuzione di tutti gli appartenenti alla sua organizzazione.

 

Che cosa significa “Libertà”?

Len Clements, uno dei più autorevoli esponenti del NETWORK MARKETING negli USA, la definisce metaforicamente come “la possibilità di svegliarsi una qualsiasi mattina potendo scegliere di restare a letto tutto il giorno, senza intaccare il proprio reddito”.

Indipendenza finanziaria, quindi.

Ma anche indipendenza professionale e libertà di vivere il proprio quotidiano come meglio si crede. È il sogno ultimo di ogni Networker, e certamente l’opportunità di realizzarlo è reale e concreta. Centinaia di migliaia di persone, nel mondo, lo hanno conquistato da tempo. Oggi sono leader di grandi organizzazioni, da cui ricavano redditi mensili basati sull’enorme quantità di prodotti e servizi consumati e distribuiti. E in tale posizione, essi possono scegliere di prendersi una vacanza in qualsiasi momento, anche di mesi interi, senza vedere ridotto il loro reddito. Un sogno? Sì, ma con l’opportunità di concretizzarlo.

 

Quale opportunità offre il mercato del lavoro di oggi, per conquistare la libertà che ognuno di noi vorrebbe? Ben poche.

Si possono guadagnare redditi importanti, ma perfino il professionista capace di scalare tutti i gradini della carriera aziendale si ritrova, un giorno, meno libero di quando era all’inizio.

Raggiungere una posizione di vertice lo carica infatti di responsabilità, impegni e ore lavorative extra, a scapito del tempo libero a disposizione.

Guadagna redditi importanti, è vero.

Ma è la qualità della vita che conta, non il saldo bancario.

Il Network Marketing richiede uno sforzo iniziale, sostenuto nei primi due-cinque anni. Ma è uno sforzo che tende a calare man mano che l’organizzazione cresce e la cultura del sistema di lavoro si diffonde sempre di più. Quando un distributore arriva a creare un’organizzazione di migliaia di clienti-distributori è come se avesse creato un patrimonio con rendimento crescente nel tempo. L’organizzazione continuerà a duplicarsi e il suo contributo personale sarà via via meno importante. Saranno i suoi leader, a quel punto, a essere determinanti, fino a che essi non avranno formato degli altri leader nella loro organizzazione, fin quando ogni leader potrà scegliere se impegnarsi o meno.

 

“Oggi lavoro molto meno di cinque anni fa, quando ho iniziato” racconta Nathan Rick, top distributore USA, che a soli 35 anni era arrivato a redditi superiori ai 5 milioni di dollari l’anno. “Ora tocca ai leader che ho formato, lavorare duro”.

 

Nathan Rick rappresenta il punto di arrivo: diventare l’ospite d’onore delle riunioni organizzate dai propri principali collaboratori. Oggi Nathan vive in una splendida casa-castello, arredata con mobili antichi importati dall’Italia, che svetta sulla collina di Salt Lake City. Ha una bella moglie, una grande piscina ed è il caso di dire che “si gode la vita”. È arrivato, ce l’ha fatta. Ed è un riferimento costante per chiunque lavori nella sua organizzazione. Nei suoi seminari, ai quali accorrono migliaia di persone da tutti gli USA, dice: “il network marketing è l’unica opportunità che ti consente di sognare di diventare libero. Potete fare un’impresa tradizionale e se avrete successo, ne sarete totalmente assorbiti. Potete scegliere la carriera manageriale e quanto più salirete in alto, tanto più vi sarà richiesto di fare, in proporzione al vostro stipendio. O potete scegliere di dedicare i prossimi cinque anni a costruire seriamente un’organizzazione che da lì in avanti vi dia una rendita continuativa. A quel punto, avrete piena libertà di scelta sul come vivere la vostra vita”.

 

2) Appartenenza ad un gruppo

 

Chi ha studiato sociologia conosce bene la scala gerarchica dei bisogni, teorizzata da Abraham Maslow, che definisce il comportamento di un individuo in base alla soddisfazione di un bisogno. Ogni persona, spiega Maslow, deve essere innanzitutto certa di soddisfare i suoi bisogni fisiologici. Una volta soddisfatti, l’individuo tenta di soddisfare il livello successivo, quello dei bisogni di sicurezza (avere un reddito, una casa, la possibilità di vivere senza pericoli). Quindi passa ai bisogni sociali, che includono il vivere in una società, il far parte di un gruppo, l’essere accettato. Una volta trovato l’ambiente in cui riesce a soddisfare il suo bisogno di appartenenza sociale, l’individuo passa al livello successivo: i bisogni di stima. Ovvero, chiede che il suo valore venga riconosciuto nel contesto sociale in cui vive. Solo quando avrà ottenuto anche questo, tenderà a inseguire la soddisfazione dei bisogni di autorealizzazione (denaro, potere, successo professionale), il più alto livello.

 

Che cosa accade nel “mondo reale”? L’individuo riesce abbastanza agevolmente a soddisfare i primi due livelli di bisogno (tranne che nei paesi in guerra o del Terzo Mondo). Ma la difficoltà arriva già al terzo livello. Il “far parte di un gruppo” non significa infatti che basti entrare nella categoria dei dipendenti di un’azienda per “sentirsi in gruppo”. Soprattutto in un mondo sempre più competitivo, in cui le ambizioni di qualche collega finiscono spesso col creare ambienti litigiosi, invidiosi, disuniti. Ecco che allora l’individuo si sente isolato, ovvero “un numero fra tanti”, piuttosto che un membro accettato di un team affiatato. E finisce per chiudersi in sé stesso, meditando le possibili vie di fuga.

Uno dei testi di NETWORK MARKETING di maggiore successo, Escape from the rat race di Randy Gage, spiega come molte persone aderiscono a un progetto di NETWORK MARKETING più per la voglia di trovare un’identità in un ambiente diverso, scappando da un contesto in cui si sentono soli, pur essendo in mezzo ad altre persone.

 

Ogni individuo cerca di soddisfare il suo bisogno di appartenenza a un gruppo seguendo modalità diverse: da chi si iscrive a un club a chi partecipa alla vita del quartiere, a chi insegue hobby dove trova altre persone con gli stessi interessi. Il problema di fondo sta nel fatto che il lavoro assorbe la maggior parte del tempo di ciascuno di noi: se non troviamo un buon ambiente durante queste ore, il problema di fondo rimane aperto. E la voglia di fuga cresce.

 

Il network marketing offre una reale soluzione. Molte persone fanno amicizie che durano una vita, all’interno delle organizzazioni. Condividono gioie, speranze, aspettative, impegni. Lavorano per un fine comune e soprattutto partecipano a un progetto che accomuna tutti. L’organizzazione diventa una seconda famiglia, dove il distributore sa di essere pienamente accettato. L’attività allora non ha solo uno scopo di lucro, ma anche ludico e sociale. E il distributore si soddisfa non solo attraverso il guadagno, ma anche e soprattutto con “sentirsi parte del gruppo”. I casi di grandi organizzazioni di NETWORK MARKETING d’altra parte dimostrano chiaramente questo.

Rod Cook, che prima di diventare presidente della Mln Association, è stato un grande distributore della Amway, spiega il successo di questa azienda soprattutto con la sua capacità di creare l’ambiente ideale per fare gruppo: in Amway il livello di guadagni è certamente inferiore rispetto a quello riscontrabile in molte altre aziende. La maggior parte dei distributori guadagna poche centinaia di dollari, ma è attaccatissima all’azienda e prosegue per anni l’attività. Il fatto è che in Amway trovano realmente una seconda famiglia, un gruppo unito, un ambiente dove sono accettati e i loro sforzi riconosciuti. E nessuno lascia un ambiente del genere.

 

Se intendi costruire una grande organizzazione di NETWORK MARKETING metti come priorità l’unità del gruppo e la buona accettazione di ogni nuovo arrivato. L’unità del gruppo è essenziale. Senza di essa potrai anche sponsorizzare mille persone, ma si dilegueranno in pochi mesi.

 

3) Riconoscimento

 

La creazione del gruppo unito e soddisfatto passa attraverso la possibilità per ogni distributore di soddisfare il suo bisogno di stima e riconoscimento, che nella maggior parte dei casi non trova nel suo lavoro: questo completamente le sue capacità di autorealizzazione, interrompendo il suo sviluppo. Manca, soprattutto in Italia, un sistema di riconoscimento reale per le prestazioni svolte. L’aumento di stipendio, la promozione, la carriera non sono certo la soddisfazione di un bisogno sentito dalla globalità dei dipendenti di un’azienda, molti dei quali non potranno mai arrivare (e non ne hanno l’ambizione) a stipendi elevati o posizioni di responsabilità. Per loro lavorare bene o male fa poca differenza: nessuna in busta paga, quasi nessuna in termini di riconoscimento dei superiori. Accade anzi che l’unico riconoscimento (negativo) lo ottengono quando sbagliano. Ma non quando fanno bene. Ovvie le conseguenze: demotivazione, frustrazione e appiattimento generale.

 

L’individuo che non si vede riconosciuto in alcun modo il suo sforzo, cessa semplicemente di sforzarsi. Tanto, non cambia nulla. In questo contesto, il NETWORK MARKETING offre l’opportunità più ambita per la maggior parte delle persone: essere riconosciuta, premiata, stimata e apprezzata. Meglio ancora se pubblicamente.

 

Ogni leader di NETWORK MARKETING sa che deve creare un sistema attraverso cui i distributori si vedano costantemente riconosciuti i propri risultati, ancorché minimi. Nelle riunioni di linea, negli Stati Uniti, una persona che ha distribuito il suo primo prodotto (o servizio) o che ha sponsorizzato il suo primo distributore viene applaudita da tutto il gruppo, magari di centinaia di persone. E il leader che commenta: “Sono certo che nel vostro lavoro full time ottenete lo stesso riconoscimento quando svolgete bene un piccolo compito…”. Sono cose che possono sembrare banali, ma che incidono profondamente sulla coscienza del singolo distributore, che capisce già di aver trovato un ambiente che non premia solo dirigenti e amministratori delegati, ma anche persone comuni che fanno semplicemente del loro meglio. E che ricevono il giusto plauso.

 

Nel primo anno di esperienza nel NETWORK MARKETING ci si rende conto di quanto sia importante il riconoscimento rispetto al denaro. Una persona è più motivata ad ottenere una qualifica, con relativo distintivo, di quanto possa esserlo a guadagnare una somma anche importante, di denaro.

 

Ci si rende subito conto che non esiste possibilità di mantenere uniti tanti distributori che hanno come finalità principale il denaro. Perché il denaro, per la maggior parte dei neofiti del NETWORK MARKETING, non arriva subito. Si impiegano spesso mesi e mesi per arrivare a guadagnare i primi cinquemila euro. E durante quei mesi il 95% dei distributori molla l’attività, se non trova qualcosa che compensi l’attesa dei guadagni. Quel qualcosa ha un solo nome: riconoscimento.

 

La leva maggiore non è il denaro: è il sentirsi parte del gruppo e ottenere il riconoscimento anche per un piccolo risultato.



Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *


Continue reading


Search